Il teatro dell'oppresso di Augusto Boal
di Tobia Dal Corso
II parte
Augusto Boal: vicende personali e attivismo politico
This is how artists should be – we should be creators and also teach the public how to be creators, how to make art, so that we may all use that art together.
Augusto Boal
Come per la maggior parte dei rivoluzionari, non si può prescindere nell'analisi della sua poetica da una contestualizzazione storica e politica: la sua ricerca di nuovi modi di fare teatro è legata alla sue vicende personali e di attivista politico.
2.1. Gli esordi
Augusto Boal nasce a Rio de Janeiro nel 1931. In una condizione familiare agiata, si laurea in ingegneria chimica nel 1952 e nello stesso anno inizia la sua produzione di regista e drammaturgo. Fin da subito emerge nel suo lavoro la centralità del racconto popolare, mescolando eroi classici con personaggi reali delle strade di Rio. Trasferitosi l'anno dopo alla Columbia University di New York per un corso di specializzazione in Chimica, intraprende qui un corso teatrale tenuto da John Gassner. Sempre negli Stati Uniti Boal ha modo di conoscere il metodo di Stanislavskij attraverso le lezioni di Strasberg. Torna quindi in Brasile nel 1956 arricchito dell'esperienza statunitense e diviene aiuto regista al Teatro Arena di San Paolo; è la sua personalità che trasformerà l'Arena, fino ad all'ora limitatasi come la maggior parte dei teatri ufficiali brasiliani alla semplice riproduzione pedissequa degli spettacoli europei e nordamericani, in centro di ricerca di un repertorio nazionale.
Fu infatti lui a condurre un laboratorio di drammaturgia che si focalizzò sulla produzione di nuovi testi legati alla realtà contemporanea del paese e sempre lui a introdurre nell'Arena gli insegnamenti stanislavskiani.
Dopo il 1960 e il successo di Revolução na America do Sul, il Teatro Arena spostò la sua produzione nella rivisitazione dei classici in chiave moderna, prendendoli come spunti di riflessione sulle tematiche sociali del contesto brasiliano.
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2.2. L'esilio e l'esperienza europea
Nel 1964, a seguito del colpo di Stato che scosse il Brasile, gli artisti dell'Arena iniziarono a diventare scomodi e sempre più ostacolati dalle forze dell'ordine e nel '68 un nuovo colpo di Stato rese ancora più difficile l'azione antigovernativa che Boal stava portando avanti. Infine nel 1971, Boal venne arrestato e successivamente esiliato in Argentina. Ma anche nel nuovo paese il regime repressivo costringe il regista a lavorare in semi-clandestinità: sviluppa così il Teatro Invisibile. Due anni dopo incontra Paulo Freire per un progetto di alfabetizzazione in Perù; è dall'incontro con la sua Pedagogia degli oppressi che Boal svilupperà le tecniche del Teatro Immagine e del Teatro Forum.
Trasferitosi successivamente in Europa, Boal si ritrova in una realtà estremamente diversa da quella sudamericana: alle oppressioni concrete e visibili, alla violenza e alla brutalità dei regimi si sono sostituite oppressioni più sottili, appartenenti alla psiche dell'individuo. Inizia dunque a ideare tecniche per portare in scena l'interiorità della persona.
Continua così a diffondere il TdO a livello internazionale. Ottenuta l'amnistia nel 1979, Boal usò il Teatro Forum per invitare le masse alla partecipazione politica. Arriva persino a ricoprire una carica. Tant'è che nell’ultimo decennio della sua vita crea il Teatro-Legislativo rendendo i cittadini protagonisti dell’elaborazione di proposte di legge la cui necessità fosse avvertita dai cittadini stessi.
Augusto Boal muore il 2 maggio 2009 nella sua amata e sofferta Rio de Janeiro.









