Le mummie di animali domestici e i loro padroni
di Enzo Alibrandi
La prima delle quattro tipologie di mummie animali nell’Antico Egitto è senz’altro quella degli animali da compagnia (i nostri pet moderni per intenderci) mummificati, che accompagnavano spesso il proprio padrone, nella sepoltura di quest’ultimo. Questa tipologia di mummie riguardava diversi animali come cani, gatti, gazzelle, babbuini, toporagni e in alcuni casi, anche serpenti.
Secondo l’ideologia religiosa egizia questi animali, in qualche modo dovevano “accompagnare” il defunto nell’aldilà, così come in vita, in varie attività ad esempio durante delle battute di caccia oppure proteggevano la casa con animali infestanti (basti pensare ai gatti, che venivano tenuti in casa per proteggersi contro i topi). Dalle modalità di sepoltura, si è notato come gli animali domestici venissero sepolti insieme al proprio padrone, nella stessa tomba, vicino al corpo o ai piedi di quest’ultimo. Addirittura, da quanto sappiamo oggi, se il padrone moriva prima del proprio animale da compagnia e se aveva lasciato in vita istruzioni in merito, poteva far sì che nella tomba venisse creato uno spazio dedicato alla sepoltura del suo animale preferito, alla morte di quest’ultimo, anche se abbiamo testimonianze di vere e proprie tombe create per l’animale preferito, vicino a quella del suo padrone. Tuttavia, se la tomba del padrone era già sigillata alla morte dell’animale, quest’ultimo sarebbe stato sepolto in una tomba vicina. In tal modo, l’animale e il padrone sarebbero rimasti insieme anche nell’aldilà, continuando a vivere entrambi in eterno.
Vari canidi mummificati sono stati trovati nelle sepolture egizie, già a partire dal Periodo Predinastico (4000 a.C. circa). Successivamente, troviamo la maggior parte di queste sepolture combinate con quelle dei dignitari o membri anche della famiglia del sovrano. I canidi sono senz’altro una delle prime mummie di animali domestici raffigurati sulle pareti delle tombe oltre che essere presenti nelle sepolture, come mummie da compagnia. Ad esempio, Abutiu era il nome del cane da guardia di un sovrano e quest’ultimo, probabilmente, teneva così tanto al suo cane, che fece costruire per lui una tomba a Giza, con vari oggetti funerari al seguito (lino, incenso, etc.) enfatizzando così l’importanza per lui dell’animale, in vita così come nella morte.
Un altro esempio di sepolture di canidi lo troviamo nella tomba di Hapy-min (XXX Dinastia, 380-342 a.C.), con il suo cane sepolto ai suoi piedi, e in alcune tombe del Medio Regno. Particolare è una sepoltura di un cane, probabilmente appartenuto ad Amenhotep II e rinvenuto nella Valle dei Re, con la presenza dei bendaggi ancora integri. Uno degli esempi più belli è legato al figlio maggiore di Amenhotep III, Djhutmose, il quale fece realizzare un bellissimo sarcofago in legno e calcare per il suo amato gatto, Tamyt, raffigurato sul sarcofago seduto davanti ad una tavola delle offerte.
Anche altri animali come gazzelle, babbuini, anatre e toporagni sono stati mummificati ed erano probabilmente l’animale da compagnia di qualcuno; basti pensare che, i babbuini ritrovati in alcune tombe della Valle dei Re, erano mummificati molto bene e non presentavano denti, probabilmente per una questione di sicurezza oltre, ad avere l’addome riempito di sacchetti di lino e natron, per fare consistenza al corpo dopo la fase di essiccazione a cui era stato sottoposto.
Per quanto concerne la mummificazione di questi animali, la pratica non era dissimile da quella utilizzata per gli esseri umani. L’eviscerazione in particolare avveniva con un’incisione posizionata nell’addome oppure avveniva attraverso l’area anale. Successivamente, il corpo dell’animale era posto sotto natron (netjry o sale divino) prima di essere poi unto con oli e resine e bendato, inserendo anche degli amuleti tra uno strato e l’altro di bende.


