IL PALAZZO DELLA RAGIONE A PADOVA
di Roko Cupic
Il luogo che più amo visitare a Padova è il Palazzo della Ragione. Capisco l'audacia della mia affermazione, dato che parliamo di una città che può vantare la Basilica di Sant'Antonio, Prato della Valle e la Cappella degli Scrovegni. Ma ciò che mi colpisce del Palazzo della Ragione è il senso di comunità che, a distanza di secoli, si percepisce ancora negli affreschi e nella struttura.
Eretto nel 1218, e risistemato nel 1308 dall'architetto fra' Giovanni degli Eremitani (a quest'ultimo dobbiamo l'aspetto odierno dell'edificio), il Palazzo della Ragione era la sede della Giustizia e luogo di riunione dell'Assemblea popolare. Qui, in età comunale, venivano tenuti i processi, si firmavano i contratti e si discutevano decisioni importanti quando, al suono della campana e delle trombe, i rappresentanti della città venivano chiamati a radunarsi nel salone del Palazzo.
Ciò che colpisce, una volta entrati, è il ciclo di affreschi. Ci troviamo di fronte una sorta di enciclopedia medievale – gli affreschi mostrano gli astri, i mesi, gli apostoli, i segni zodiacali, i mestieri, vizi e virtù. L'enorme superficie affrescata fu dettata dalla convinzione che fossero gli astri ad influenzare il comportamento umano, quindi noteremo, intorno al singolo mese, anche i crimini e i peccati ritenuti più probabili in un particolare periodo. In altre parole, abbiamo una testimonianza di come le persone, in un Comune medievale, vedessero la vita. Notiamo inoltre, tra gli affreschi, vari animali. Al di sotto di ogni animale si trovava un giudice, e i tribunali erano divisi in tale modo – si andava dunque dal tribunale della volpe a quello dell'unicorno, a quello della pantera e così via...
A differenza dell'arte rinascimentale, spesso espressione di una tirannia dorata dove il Signore di turno veniva esaltato, o raffinata commissione del clero per motivi religiosi, la struttura e la decorazione del Palazzo della Ragione di Padova mettono al centro la comunità. Dove oggi vediamo pochi visitatori, nel '200 e nel '300 un massiccio viavai di persone dava vita ad una specie di “democrazia” medievale, e le decorazioni, raffiguranti, beninteso, alcuni santi, ma in modo sobriamente laico, sembrano ammonire i partecipanti ai dibattiti politici e giuridici: comportatevi bene! Ricordatevi delle regole condivise!
Il visitatore potrà anche ammirare un enorme cavallo ligneo, scolpito nel 1466 in occasione di una giostra e parata a tema mitologico. Oggi abbiamo solo la metà della statua – un colossale Zeus cavalcava l'equino, e le cronache raccontano di come la testa superasse le mura di Padova durante la festa.
Il tempo ha purtroppo inferto colpi al Palazzo – il sorprendente soffitto a carena di nave rovesciata, che possiamo ancora ammirare, era originariamente dipinto come un enorme cielo stellato, e gli affreschi originali, rifatti dopo un incendio nel 1420, furono opera del grande Giotto di Bondone.
Se andate a Padova, non vi pentirete di una visita al palazzo della Ragione.






