Mamma Roma - Film di P.P. Pasolini
Era il '62 quando uscì nelle sale cinematografiche italiane il film in questione, scritto e diretto da un regista scomodo come Pier Paolo Pasolini, che da subito si impone come intellettuale che non le manda a dire, che si batte contro una morale ipocrita, contro una politica secondo lui miope nei confronti dei grandi temi sociali, della giustizia, contro un'Italia che rinnega le sue radici per abbracciare un'economia neoliberista che crea sacche di sottoproletariato emerginato nelle periferie delle grandi città ormai alla rincorsa del benessere, delle fabbriche a qualunque costo, con conseguenze drammatiche sulla società italiana (basti pensare alla massiccia migrazione dalle campgne alle città, dal meridione al nord). Si tratta del secondo film del regista friulano, che ancora una volta punta i fari sui reietti, sugli sfruttati, su chi sbarca il lunario a stento, al limite della sopravvivenza. Qui una prostituta è la protagonista, che mira a migliorare la sua vita, nutrendo l'illusione che basta cambiare casa per cambiare condizione di vita. La storia da drammatica diventa presto tragica, le illusioni si trasformano in amara realtà, quando l'unico suo figlio muore su un letto di contenzione durante la sua detenzione. Una grandissima Anna Magnani, un grandissimo regista per un film indimenticabile.
Pippo Lombardo
