
Il gusto delle cose
film di Trần Anh Hùng
Il regista vietnamita, già conosciuto al pubblico, apprezzato dalla critica, naturalizzato francese, con questa pellicola rende omaggio, e in maniera molto raffinata, all'alta cucina francese, alla sua lunga e straordinaria tradizione e così tutto il film risulta essere un inno al cibo e al rito quasi sacro che si consuma nel momento in cui i protagonisti, il gastronomo Dodin Bouffant e la sua fidatissima cuoca Eugénie, si accingono ad armeggiare tra pentole, attrezzi, carni, verdure, fuochi, in un ambiente che è quasi un tempio, dove il tempo assume un ritmo sospeso tra il meccanico e il bergsoniano, acquisendo anch'esso un sapore che è intriso di lentezza, di cura appassioanta anche per il più piccolo dei dettagli che concorrono al trionfo di ogni piatto quando viene sottoposto all'appetito dei commensali. Ma c'è di più. Si tratta di un film che non è solo risultato di una serie di immagini in movimento, ma è anche sensazioni olfattive, gustative, visive a partire sin dalle prime inquadrature, dalle quali si capisce subito quanta accuratezze e amore sono stati impiegati per ottenere "quelle" immagini che raccontano, mentre incantano. E c'è di più. Una storia d'amore tra i due protagonisti, ovviamente, ma assolutamente originale, fatta di sguardi, movenze, dialoghi profondi e carichi di significato, che trasudano eros. L'ambientazione della storia a fine Ottocento, aggiunge un certo fascino alla pellicola, quasi ad enfatizzare quell'atmosfera fatta di complicità e rispetto, grazie ai costumi, agli attrezzi, al mobilio, alle suppellettili, agli esterni, che concorrono tutti a rendere speciale soprattutto la qualità del tempo e quindi della vita dei due protagonisti, che fino alla fine si lasciano trascinare senza osare ribellarsi a quanto la vita ha riservato loro: il distacco doloroso per la morte di lei. Il forte contrasto con le abitudini alimentari di oggi, con il cibo di oggi, con la sciatteria con cui ci accostiamo sempre frettolosi a una tavola, ebbene rappresenta un elemento su cui vale la pena riflettere un po'. Un dieci è più che meritato.