La Cappella Roano: la magnificenza del barocco siciliano
di Pippo Lombardo
La Cappella del Crocifisso, più conosciuta come Cappella Roano, si trova all'interno del complesso monumentale del Duomo di Monreale. Si tratta di uno splendido esempio del barocco siciliano, realizzato tra il 1686 e il 1692 per volontà dell’Arcivescovo Giovanni Roano (1618-1703). Spagnolo di nascita, frequentò l'università di Salamanca e Villadolid, conseguendo il titolo di Dottore in Teologia e Legge. Vescovo di Cefalù prima (1659), vescovo di Monreale per ben trent'anni (1673-1703), ebbe modo di manifestare le sue eccellenti doti non solo come guida pastorale, ma anche come committente di opere d'arte, come nel caso degli altari del Sacramento e della Madonna del Popolo, collocati nelle absidi laterali, e della più famosa Cappella del Crocifisso, da lui voluta nelle esuberanti forme barocche, senza però che risultasse invadente e inappropriata rispetto al suo stile rispetto alla magnificenza dei mosaici del duomo. I lavori cominciarono nel 1686 per finire nel 1692 ad opera dell'architetto gesuita Angelo Italia, che si avvalse di maestranze palermitane di grandi decoratori di marmi che con la loro abilità abbellirono lo spazio con raffinatissimo gusto nell'esecuzione dei temi religiosi da elaborare attraverso la tecnica dei marmi mischi, che qui risplendono in tutta la loro bellezza negli intarsi delle pareti e del pavimento.
Il percorso veterotestamentario suggerito dalle immagini allegoriche, culmina nella figura del Cristo sulla croce nel sacrificio di redenzione dal peccato di tutta l'umanità. I profeti Daniele, Geremia, Ezechiele e Isaia, le tre Virtù teologali Fede, Speranza e Carità, resi vivi nella loro composizione plastica da un'espressività "didattica", le frasi tratte dal vecchio testamento, tendono a indottrinare i fedeli, oltre che a suscitare ammirazione di fronte a tanto sfarzo. Ancora un altro profeta, Giona, è protagonista della scena a intarsio nel pavimento del sacello, chiaro riferimento cristologico della resurrezione di Cristo, qui in legno, posto sulla croce nell'altare centrale, di manifattura medievale, croce come albero che si ramifica partendo dal fianco di Iesse, padre del re Davide, a indicare la discendenza davidica di Gesù, per parte di Maria.
Il luogo sacro si completa nell'adiacente sacrestia che l'arcivescovo Giovanni Roano arricchì con manufatti di legno intagliato (armadio, inginocchiatoio), opere di ebanisti trapanesi. E qui si conservano paramenti, suppellettili, statuette, oggetti decorati con gemme, corallo di squisita fattura che rispecchiano in modo visibile il gusto iberico, a tratti eccessivo, dell'alto prelato che all’interno della cappella è immortalato nel suo monumento funebre mentre in ginocchio adora Cristo.












