Andrea Brustolon, il "Michelangelo del legno"
Se ad Andrea Brustolon ((Belluno, 1662 – Belluno 1732) i posteri gli hanno riconosciuto il titolo onorifico di "Michelangelo del legno", certamente signifca che hanno ravvisato nelle sue sculture una potenza espressiva tale da paragonarlo al più grande scultore di tutti i tempi. E in effetti quando si è in presenza delle sue sculture lignee certo non si resta indifferenti, dati il forte impatto visivo ed emotivo, la raffinatezza dell'esecuzione, la genialità con cui è trattata la materia, la bellezza che scaturisce da forme studiate in ogni dettaglio con un'anicribìa che rende le sue opere veramente uniche. La viva materia del legno ubbidisce alle sue abilissime mani, assumendo le forme più svariate e ricercate, siano esse di ebano o di cirmolo, una volta partotrite dal suo genio si animano di vita propria e sembrano palpitare, tanto sono eseguite abilmente e con tangibile trasporto artistico e sentimentale. E angeliche ali sembrano librarsi in un volo divino, e muscoli virili sembrano tesi in uno sforzo impossibile, e volti maschili e femminili, adulti o infantili, assumono ora pose rilassate, serafiche, sorridenti, ora smorfie dolorose, turbate, contratte. La lezione barocca qui raggiunge livelli elevati ed estenuati in arzigogoli che tendono a una meraviglia tutta da ammirare.
Pippo Lombardo
(Le foto 4, 5, 6, 7, 8 sono state concesse da Roko Cupic; le foto 10, 11, 12 sono state concesse da Virginia Salerno).













