Biancaneve - Balletto
Il Teatro Massimo di Palermo, tra i più belli e grandi al mondo, ha inaugurato la stagione dei balletti 2023-2024 con uno splendido spettacolo, Biancaneve, di sua produzione e così ancora una volta dimostra la sua eccellenza nel panorama italiano, e non solo, riguardo ad allestimenti raffinati pensati per dare risalto, come in questo caso, alla fiaba famosissima tramandataci dai fratelli Grimm.
Qualche lieve variazione rispetto alla trama originale ha permesso una narrazione funzionale all'adattamento delle parole tradotte in passi che hanno incantato il pubblico per bellezza e temerarietà che ha messo a dura prova la bravura dei ballerini che hanno certamente dimostrato il loro valore professionale in modo encomiabile. Un corpo di ballo che rappresenta un valore aggiunto di questa istituzione così prestigiosa, che con fiducia, abbondantemente ripagata, ha affidato questo spettacolo a Jean-Sèbastien Colau, direttore, che vanta nella sua lunga carriera collaborazioni con Roland Petit, Maurice Béjart e a Vincenzo Veneruso, giovane e già lanciatissimo nel mondo del balletto, che lo ha affiancato, ottenendo un risultato artistico che ha mandato in visibilio il pubblico in sala, complice la splendida musica di Sergej Rachmaninov, trascinante e commovente.
Ogni particolare è stato curato con perizia riguardo ai costumi, alle scenografie, alle luci, che armoniosamente si sono fusi in una visione veramente fiabesca nella quale i ballerini sembravano incarnare i valori letterari, pittorici, tersicorei con tutto il loro corpo, certamente, ma soprattutto con tutta la loro anima, infondendo alle movenze una sensibilità che il pubblico ha percepito nella levità delle loro membra che disegnavano figure di straordinaria bellezza.
Su tutti, la Biancaneve - Martina Pasinotti, intensa, ha fatto risplendere ancora di più quel palcoscenico su cui ora si librava sulle punte dei piedi, ondeggiando con una grazia angelica, ora come una libellula, da sola o sostenuta dai ballerini, sempre atteggiando sapientemente il suo volto rispetto all'emozione richiesta: trepidazione, meraviglia, tenerezza, sdegno, amore, con un corpo obbediente e amabilmente docile che assecondava con naturalezza l'esecuzione dei gesti previsti, in ogni caso sempre elegante, risultato di una disciplina e uno studio perseguiti con intelligenza e passione. Chapeau! E ancora chapeau!
Pippo Lombardo








