Delitto e castigo - I tre interrogatori
di Elisa Di Dio
Delitto e castigo - I tre interrogatori, di Claudio Collovà da Fëdor Dostoevskij, sala Strehler del Teatro Biondo di Palermo, è uno spettacolo che racconta il cuore di tenebra del nostro tempo. Non mi va di cercare aggettivi né riesco a spiegare cosa sia stata a suo tempo, - ero ragazza - la lettura di Delitto e castigo. Ricorrerei a parole trite, abusate, non commisurate all' emozione e allo sgomento che quelle pagine mi procurarono. Forse non capii nemmeno tutto. Ci sono dovuta tornare più volte e ancora quelle pagine continueranno a sfidarmi. È Dostoevskij, chi lo ha letto, sa. Chi ancora non lo ha fatto spero che prima o poi lo faccia, che si salvi o si danni con le sue storie. Lo spettacolo di Claudio, il più europeo dei nostri autori - registi, restituisce per segni e tensione interpretativa, linee di luce, sfumato d'ombra, quel doloroso scavo della coscienza alle radici del bene e del male. Questa sera, però, ogni gesto dello studente Raskol'nikov è diventato una straziante metafora del nostro mondo: era l' Occidente, il suo pensiero, la pretesa di sapere cosa è bene e cosa non lo è, l' agghiacciante sequenza di riflessioni che si traducono in azione e l' azione si fa delitto in nome di una presunta superiorità di una parte degli uomini su altri, la convinzione di essere nel giusto, di rispondere con un crimine a un torto, e potrei continuare. Dall' altro lato l'inquisitore, la sua logica stringente, non meno inquietante e l' ombra disincarnata dell' usuraia e della martire incolpevole Lizaveta interpretata da Serena Barone: lei è la vittima plurale, non trovo altro modo per dirlo, di quella teoria del male che prima era solo un pensiero, una distorsione ideologica e un attimo dopo un corpo riverso dietro una porta, pronto a moltiplicarsi dietro a una sequenza di porte segnate da una stella giudaica. È tutto un po' confuso quello che scrivo, lo so. Dico solo che chi può, vada a vedere questo spettacolo. Che non è uno spettacolo ma un urlo terrifico di accusa, una sveglia alla coscienza, uno sbarrarsi d'occhi all' evidenza del male che ci consuma. In scena, insieme a Barone, Sergio Zappa e Nicolas Basile.
Bravi tutti.
Il teatro fatto bene fa bene, anche quando fa un male cane.
