The Invincible
di Federico Giunta
Nel lontano 1964, l'autore polacco Stanisław Lem pubblica il suo libro "The Invincible" un romanzo di fantascienza, ma anche filosofico, il quale narra le vicende di una squadra di astronauti/scienziati che viaggiano all'interno di una navicella spaziale chiamata appunto "L'invincibile" con l'obiettivo di ritrovare la flotta mandata in precedenza chiamata "Condor" nel pianeta Regis III. Quasi sessant'anni dopo la sua pubblicazione, la Starward Industries e la 11 bit studios hanno pensato bene di portare su schermo quest'avventura, vista però da occhi non canonici ma di personaggi inventati e aggiunti postumi per farci osservare da spettatori queste vicende.
"L'invincibile" è quindi una storia filosofica che pone un quesito alquanto discutibile, ovvero l'onnipotenza che l'uomo pensa di avere sopra a qualsiasi altro essere vivente. Infatti, l'autore cerca di spiegarci attraverso le avventure e disavventure che i personaggi affrontano, quanto l'uomo non sia in realtà niente dinanzi alla natura e all'universo, un po' come narravano gli autori del '700. L'esempio più lampante e famoso è il romanzo di Mary Shelley "Frankenstein", dove il dottor Victor Frankenstein dovrà pagare aspramente per aver provato ad andare oltre i limiti umani, creando un essere che va oltre la fisica e la scienza, ovvero il mostro di Frankenstein. L'uomo è arrivato al punto in cui è adesso grazie al suo desiderio di voler sempre andare oltre, ricorda Dante nei versi dell'Inferno: "Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza", che è un esortazione a voler sempre superare i propri limiti in cerca di virtù e conoscenza. Ci sono quindi opinioni contrastanti riguardo a questa tematica, e Stanisław Lem punisce l'insolenza dell'uomo nel suo romanzo, perché prova ad imporsi su altre creature e pianeti, auto-considerandosi onnipotente.
Peripatetico (περιπατητικός), la parola identificativa della filosofia aristotelica, significa passeggiare, ed era una delle principali attività nella scuola del filosofo greco. Gli alunni di Aristotele filosofavano passeggiando, esattamente come si fa in "The Invincible": la storia è una lunga passeggiata su un pianeta della costellazione della Lira con l'obiettivo di ritrovare e soccorrere i nostri colleghi della missione spaziale e scoprire di più sul pianeta. Yasna, la biologa protagonista rimasta in un primo periodo sulla nave e successivamente spedita sul pianeta per recuperare i compagni scomparsi, affronterà avventure paranormali mentre discuterà con il suo superiore di vari argomenti filosofici e non, domandandosi se tutto quello che l'uomo sta facendo sia giusto o sbagliato.
Nonostante le varie emozioni agghiaccianti, di paura e di negatività, The Invincible si presenta come un gioco molto rilassante: per la maggior parte del tempo ci occuperemo solamente di esplorare questo pianeta a piedi, o con il rover, osservando dei panorami incredibili e perdendoci a guardare questo cielo ben diverso dal nostro, con tantissimi pianeti visti da molto più vicino. L'ambientazione ideale per le nostre discussioni filosofiche ed etiche con l'astrogator. Il gameplay è abbastanza semplice e lineare, a parte tenere premuta la W per camminare e qualche altro tasto per interagire con degli oggetti, non c'è altro, nessun colpo di scena in cui dobbiamo premere qualcosa o muovere il mouse in un certo modo, né sequenze di tasti da premere velocemente in situazioni di pericolo, o altro. Il tutto se non si è amanti del genere potrebbe risultare abbastanza noioso e monotono, nonostante l'esplorazione del pianeta ci porti sempre in luoghi nuovi, soprattutto se la storia non riesce a coinvolgerci a dovere.
Fortunatamente questo pericolo viene scongiurato dal fascino della storia di Yasna e del suo equipaggio che riescono a trasmetterci una costante e impulsiva voglia di scoprire di più su questo pianeta, su cosa sia successo agli altri membri della squadra, e soprattutto che cosa sono quegli insetti a forma di Y che governano questo pianeta e che hanno delle abilità così particolari mai viste prima. Un film interattivo lo definiremo oggi, dato lo scarso gameplay che è presente nel gioco rispetto alle animazioni e ai dialoghi, che però possiamo sviluppare come vogliamo visto che ci è data la possibilità di scegliere come rispondere ai vari personaggi umani, e come agire in determinate situazioni. L'avventura al contrario del gameplay è meno lineare e presenta vari colpi di scena, alcuni spaventosi, come la rottura di una parte del terreno e la conseguente caduta della protagonista verso il vuoto, mentre altri più macabri dove ci troveremo ad esplorare zone piene di cadaveri di scienziati ed astronauti. Abbiamo la libertà di utilizzare il nostro equipaggiamento come e quando vogliamo: tipo aprire la mappa quando pensiamo di esserci persi, utilizzare il binocolo per guardare più attentamente determinate parti della mappa, attivare il radar di beacon per rilevare persone nelle vicinanze etc.
The Invincible è definito un walking simulator anche se non è proprio così: il pianeta in cui si svolge la storia è vastissimo e fatto estremamente bene: l'unico problema è che è costellato di muri invisibili che creano un percorso già prefabbricato dagli sviluppatori ed impediscono a noi giocatori di poterci muovere liberamente, magari trovando percorsi alternativi per arrivare in un determinato punto. Questo limita la libertà nel gameplay, anche se possiamo comprendere la scelta degli sviluppatori di creare un percorso preciso data la vastità dell'area sul pianeta che avrebbe richiesto troppo impegno in fase di realizzazione.
Capiamo quindi che la presenza di muri invisibili è necessaria, ma quelli presenti nel gioco sono veramente troppi, molto spesso messi su dei rilievi nel terreno alti qualche centimetro ma che non possiamo attraversare perché l'unico scalino è quello indicato dalla freccetta. Un altro problema che rovina l'esperienza di gioco è sicuramente la presenza marcata di bug/glitch visivi, e vari cali di framerate in determinati punti della mappa: nel nostro caso ci è capitato che, all'uscita della caverna dove si rifugiano i superstiti dell'Invincibile, la mappa sparisce da sotto i nostri piedi, facendoci finire nel vuoto all'infinito e permettendoci di attraversare gli oggetti e gli spazi del pianeta. La storia che sembra essere un'interpretazione del libro di Stanisław Lem è ben raccontata e ha possibilità di svilupparsi in maniere diverse, quasi infinite, perché ognuno di noi può scegliere i dialoghi che più sente propri, così da arrivare ad un finale differente ogni volta che si cambia anche solo una risposta. Non si può morire durante il gioco, ma il giudizio finale viene dato solo alla fine della nostra avventura. Apprezzabile l'idea di aggiungere dei fumetti come DLC, assieme alle musiche, che approfondiscono il dietro le quinte degli sviluppatori, presentandoci schizzi, prototipi e concepts utilizzati poi per sviluppare The Invincible.
Il gioco è uscito recentemente nello store di Valve e sta già ricevendo vari aggiornamenti per livellare al massimo l'esperienza complessiva, con miglioramenti grafici e non. Bisogna fare attenzione a determinate parti della mappa per rimuovere quei fastidiosissimi bug visivi e i cali di framerate che interferiscono pesantemente sul gameplay e magari rimuovere qualche muro invisibile per permetterci di poter prendere percorsi alternativi per arrivare in determinate zone, così da esplorare ancora di più questo magnifico ma allo stesso tempo macabro pianeta.
Per gentile concessione: https://gamesark.it/recensione.php?c=161120230012527010&a=0&pg=1





