La Cona dei Lani: la bellezza restituita
di Pippo Lombardo
La "Cona dei Lani" è un notevole e magnifico complesso scultoreo policromo in terracotta del Rinascimento meridionale, originariamente collocato nella Cappella dei Lani della chiesa di Sant'Eligio al Mercato a Napoli. Si tratta di uno dei più imponenti complessi fittili del meridione, tra i più importanti d'Italia. Composto da numerosi frammenti ritrovati tra le macerie della chiesa dopo la distruzione del 1943, a seguito di un massiccio bombardamento delle truppe alleate americane.
Realizzato in terracotta policroma, i numerosi frammenti scultorei componevano una struttura di grandi dimensioni, ma soprattutto di pregevole valore artistico. Danneggiato da terremoti del Settecento e bombardamenti subì lo smembramento e venne abbandonato all'oblio. Fortunatamente, dopo la distruzione della chiesa, i frammenti sono stati ritrovati e solo di recente restaurati, consentendo una accurata musealizzazione e la conseguente fruizione di questo inestimabile capolavoro. Infatti, la Cona dei Lani, da pochi anni, è stata ospitata presso la Certosa di San Martino a Napoli, in uno spazio ben studiato da ogni punto di vista per dare risalto alla sua bellezza, considerato anche che si ritiene uno dei più imponenti complessi fittili meridionali, testimonianza delle straordinarie doti non solo artistiche, ma anche artigianali delle maestranze del sud, in particolare di quelle napoletane.
Qualche parola va spesa anche per la Confraternita dei Macellai, che rappresentava un'importante corporazione professionale e religiosa che operava a Napoli e che si occupava della macellazione e vendita della carne. La confraternita era legata alla chiesa di Sant'Eligio al Mercato e commissionò la decorazione della sua cappella, appunto la "Cona dei Lani", a tangibile testimonianza della profonda religiosità degli appartenenti.
In questo contesto la "Cona dei Lani"nasce dalla creazione di una serie di statue in terracotta, realizzate da abili artisti napoletani come Domenico Napoletano. Queste sculture, rappresentano personaggi biblici e santi colti in movenze che accompagnavano l'originale andamento verticale di tutta la struttura, imprimendo un dinamismo plastico ancora oggi suggerito dalla collocazione nell'ambiente espositivo, che invece offre la visione dei manufatti disposti lungo due pareti in senso orizzontale, consentendo di coglierne tutta la bellezza proprio ad altezza d'uomo.




















