
Le Parole del ritorno - Di Maria Zambrano
María Zambrano, per concludere il mese dedicato alla filosofia, con questa filosofa spagnola eccezionale come donna e come pensatrice. Tra le voci più importanti del Novecento europeo, si impegnò per rinnovare la vita politica e culturale del suo Paese, partecipando attivamente alla guerra civile per ostacolare l'instaurarsi del franchismo. Pagò questa scelta con l'esilio, durato ben 45 anni. Intensa all'estero la sua attività di intellettuale e altrettanto intensa la sua produzione.
Qui mi soffermo su "Le parole del ritorno", raccolta di alcuni articoli pubblicati ogni settimana sui giornali spagnoli a partire dal 1985, anno in cui torna a vivere nella sua amata Spagna. Diversi gli argomenti affrontati, dai più personali, come "Amo il mio esilio"; a considerazioni sul vaolore della cultura trasmessa attraverso i libri; a riflessioni su filosofi, come Benedetto Croce, scrittori come Göethe e Hölderlin; sul cinema, sull'arte, sul mistero dell'esistenza e tanto altro ancora.
Una parola ricca di spiritualità, che spesso fa vibrare l'anima, tracimando, ancora più spesso, di dolore, quello provato nel lungo peregrinare da un angolo all'altro del mondo, da una città all'altra, straniera senza volerlo. E il lettore si sente trascinato in questo ritorno alle proprie radici, radici dell'esistenza, radici dell'io più profondo, che sembra riacquistarsi profondamente quando alla riappropriazione della patria "io" si somma quella della patria come suolo, come terra a cui si brama tornare perchè si possa compiere appieno la propria umanità, per tentare di porre fine allo smarrimento.
La filosofia come viatico salvifico. Il pensiero critico come unguento per ogni ferita dell'anima. Questa, in sintesi, l'essenza del libro. Almeno così è stato per me. Libro da leggere e rileggere.
Pippo Lombardo