
Leopardi. Giacomo Leopardi. E chi al solo nome di questo grandissimo poeta non rievoca gli anni di liceo, le prime cottarelle, le prime delusioni, le crisi esiziali adolesenziali tra acne che avanzava inarrestabile e desiderio di libertà assoluta? Tanti, tantissimi. E Leopardi, come un amico del cuore, con i suoi versi immortali si insinuava carezzevole ora per consolarci ora per amplificare le nostre inspiegabili malinconie al solo leggere "Ma nebuloso e tremulo dal pianto/Che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci/Il tuo volto apparia, che travagliosa/Era mia vita: ed è, né cangia stile,/O mia diletta luna." E le sue lacrime erano le nostre, e i suoi ardori in frantumi contro genitori giudicati esigenti o anaffettivi ci sembravano proprio quelli dell'ultimo litigio infuocato affrontato in famiglia! E ancora e ancora.
Pietro Citati. Raffinato intellettuale, scrittore, saggista, critico letterario, biografo. Premio Viareggio (1970), Premio Bagutta (1981), Premio Strega ( 1984). Numerosi libri e sempre di pregio. E ancora e ancora.
Perchè questo libro? Primo perchè oggi ricorre l'anniversario della nascita del Recanatese; secondo, perchè tra le pagine respira, gioisce, soffre e vive un Leopardi non convenzionale, rivelato soprattutto in alcune lettere mai pubblicate prima, dove esprime tutto il suo ardente desiderio di vita e di felicità mai raggiunta. E poi un Leopardi, chiamato dai napoletani "'o ranavuottolo", goloso di sfogliatelle e frolle, mandorlati, canditi, cassate e paste di riso, tarallini zuccherati; amante di belle canzoni, che ascoltava alla Villa Reale, come "Santa Lucia" e "Te voglio bene assaje", musicata dal grande Donizzetti. E ancora e ancora.
Lettura consigliata a tutti, perchè Leopardi è una scoperta continua.
Pippo Lombardo