Vuoti a vivere - Romanzo di Lino Alerci
Vuoti a Vivere è un romanzo sul doppio; in esso si intrecciano le storie di tre personaggi diversi per sesso, età e collocazione geografica, tuttavia legati da eventi drammatici che ne hanno segnato le esistenze.
Il doppio è l’idea che assegniamo agli altri, forse perché non li vogliamo riconoscere come unici o perché abbiamo disimparato a farlo. “Io”, invece, sono portato a considerarmi “naturalmente” unico. Ma può succedere — come ai tre protagonisti del romanzo — di avere cognizione — sebbene in maniera confusa — di sdoppiarsi, ritrovarsi, cioè, una cosa e il suo esatto contrario contemporaneamente.
Le convenzioni sociali spesso ci impongono di indossare la maschera con la quale mostrare un doppio che sfugge al suo corrispondente vero. Cosa succede quando questo processo riguarda quelli che noi definiamo bene e male? Cosa succede quando i due estremi si avvicinano fino a diventare contigui e, infine, a sovrapporsi diventando un unico doppio? Cosa succede quando la duplicità tra il bene e il male diventa unicità innescando i conflitti che seminano l’odio della disumana commedia?
I personaggi di Vuoti a vivere si ritrovano immersi in due vite uguali e contrarie, sono carnefici dopo aver provato lo strazio delle vittime e vittime dopo aver provato il delirio dei carnefici.
Eppure, in un angolo minuscolo del loro animo, hanno pensato di ripudiare la dannazione della mendacità e il morbo della ferocia. Una luce — sebbene fioca — che induce a pensare che il calore della speranza possa sciogliere il grumo della ferocia.
