PUOI BRUCIARMI
Spero che mi trovi mentre cerchi qualcuno a cui spezzare il cuore. Ci rivediamo? Perchè no.
Non sono vergine
e potrei essere più giovane. Forse ti piaccio.
Puoi bruciarmi, per quanto ti voglio;
ma aggiungi del piombo alle mie ceneri da disperdere in mare,
perchè sono così leggera inesistente, quando mi tocchi. Non so se vuoi avere qualcosa che gli altri hanno abbandonato.
Possiamo dormire a letto o sul muro.
Riesci a prendermi i capelli da laggiù? Riprovaci. Forse non so amare,
ma riesco ancora a farlo
e scrivere di oggetti inermi, di sentimenti che non hanno un contratto, un ufficio vero.
Ragnatele di te in camera oscura e forse allora so amare
con il corpo.
Se puoi capirlo, spero che mi trovi
mentre cerchi qualcuno a cui spezzare il cuore.
I miei insetti cantano, per quanto ti voglio dentro la mia grotta di 0 metri quadri. Hai paura? Perchè no.
Non sono sobria e potrei essere più pulita. Forse ti piaccio. Il mio fuoco è troppo, ma onesto;
come rimettersi il tampax subito dopo, o subito prima della buonanotte.
Dormo un’ora e mi sveglio per raccogliere il piombo da aggiungere alle ceneri,
alla mia polvere da disperdere in mare, perchè sono così leggera, inconsistente, quando vorrei ricominciare
e non te lo dico.
Son più brava a fallire
che a farti un caffè decente per dirti che spero che mi trovi mentre cerchi qualcuno
a cui spezzare il cuore.
Ti aspetto come gli anni scanditi dai binari, 12 secoli che bruciano abbandonati.
Puoi strapparmi di dosso le parole, per quanto ti voglio;
adesso che i poliziotti sembrano quasi buoni alle manifestazioni, nei dischi che metti, quando da laggiù mi prendi i capelli.
E ti chiedo di trovarmi mentre cerchi qualcuno a cui spezzare il cuore. Una volta per tutte.
Che ce l’ho solo crepato, ad aspettarti,
ancora.
Spiegare cos’è la poesia performativa alle volte può non risultare così semplice, ho pensato che più che raccontarvelo con la prosa potevo mostrarvelo con la poesia, ed eccoci qui.
Questo testo è “Puoi bruciarmi” di Eleonora Davoli, giovane poetessa nata in un freddo giovedì di gennaio. Eleonora vive con le parole, con la scrittura e con la musica, da quando ne ha memoria; crescendo, ha partecipato a diversi concorsi letterari e ha dedicato il suo tempo prevalentemente alla scrittura (poetica, narrativa, cantautorale) pensata per la lettura o per la musica.
Ha pubblicato nel 2009 “Il venditore di nebbia”, un incrocio tra un romanzo breve e una raccolta di racconti, e poco dopo (inizio 2011) “Modena-Reykjavík A/R”, una raccolta poetica: si tratta di lavori assolutamente lontani da dove e come si trova ora, ma ai quali è molto affezionata.
Sta lavorando a “Pupazzi - antologia slam”, un’antologia poetica dedicata al Poetry Slam che raccoglie alcuni tra i poeti contemporanei più attivi nello stesso panorama: è un’opera militante dedicata agli adolescenti.
“Ciao, sono Eleonora, sto lavorando ad un’antologia slam e mi farebbe piacere che ci fossi anche tu”.
Io Eleonora l’ho conosciuta cos^.
Dissi immediatamente di sì, per l’energia percepita subito, in maniera potente, dietro quella semplice richiesta e dissi di si perchè ne ero davvero onorata.
Eleonora è approdata sui palchi dei poetry slam da pochissimo ed io la sua prima serata la ricordo, ci scambiammo dei messaggi e le dissi che quel tremore e quel fiato corto lo ricordavo anche io ma che, una volta preso il microfono, sarebbe finito, che avrebbe spaccato.
Ho scelto lei come mio primo ospite di questa rubrica perché alla domanda: "Cos’è il poetry slam?” io mi sento di rispondere così, con Eleonora. Perché ha talento, ama le parole, trema quando deve condividerle; e rispondo con Eleonora perché il poetry slam è anche questo, incontro tra anime, che pur vivendo lontane si tengono e stringono forte, perché si sanno, perché custodiscono un grande segreto, la magia della poesia.
Ah, Eleonora sta scrivendo un libro, in uscita entro il 2022, “ Polpette randage” , randage senza i, scritto così, alla Pascoli.Ci tiene che lo sappiate.
Renata Prado









