Pietro Antonio Coppola, operista siciliano dell’Ottocento.

di Maria Giordano

Prima parte

La vita

Pietro Antonio Coppola nasce a Castrogiovanni (oggi Enna) l’11 dicembre 1793 da Giuseppe Coppola e Felicia Castro da Leonforte. Il padre, musicista napoletano, era giunto in Sicilia nel 1790 avendo ricevuto l’incarico di maestro di cappella della Chiesa Madre di Castrogiovanni. Non sappiamo quali siano stati i motivi di questo trasferimento in Sicilia; è probabile che il giovane musicista, piuttosto che intraprendere una carriera teatrale faticosa e difficile, abbia preferito ripiegare su un lavoro stabile e sicuro accettando l’offerta della cappella musicale di Castrogiovanni in considerazione anche del fatto che a Napoli, sede dei più prestigiosi conservatori italiani, la concorrenza fra i giovani musicisti era spietata. Elvidio Surian afferma: 

Dai primi anni del Settecento, e per tutto il secolo, Napoli fu un centro di esportazione ancor più che di importazione musicale. Vi si trovava una pletora di giovani compositori che, una volta completata la formazione musicale in uno dei conservatorii, trovavano difficilmente impiego stabile presso le cappelle pubbliche e private della capitale.1

Secondo quanto leggiamo in quasi tutte le biografie, nel 1795 Giuseppe Coppola si sarebbe trasferito a Catania, in seguito alla nomina di maestro concertatore e direttore del Teatro del principe di Biscari. Di diverso avviso Paolo De Rosa e Rosario Cantaro i quali affermano che dalle annotazioni del libro paga conservato nella fabbriceria del Duomo di Enna risulta che Giuseppe Coppola fu regolarmente pagato fino al settembre 1802, data del suo licenziamento, e che nell’archivio della chiesa esistono ancora sue partiture autografe datate fino al 1800.

Pietro Antonio comincia molto presto a studiare musica, prima di nascosto sotto la guida del fratello Francesco (il padre, infatti, desiderava per lui un avvenire diverso da quello del musicista), successivamente con il padre, che preso atto del talento del figlio gli impartisce lezioni di armonia e contrappunto. Ancora adolescente, comincia a dare lezioni di cembalo e già nel 1810 assume l’incarico di maestro concertatore e direttore del Teatro Biscari; nel 1823 viene nominato “direttore della musica” del Teatro comunale dove rimane fino al 1831.

Quasi tutti i biografi concordano nel fissare l’inizio della sua attività creativa all’anno 1813. Soltanto il figlio Umiliano Pietro cita una Messa Solenne per tenori e bassi composta nel 1810. I primi lavori appartengono al genere sacro: Inni, Vespri, Compiete, Messe e Litanie. Ben presto però Coppola comincia a scrivere anche musica profana. A questo proposito, nella biografia scritta dal figlio si legge: 

Nelle sue memorie autobiografiche inedite accenna il Coppola anche a 5 DIALOGHI, cantati nella piazza dell’Università, e ad un gran numero di CANTATE, SINFONIE e PEZZI SCIOLTI, eseguiti dal 1813 al 1831 in teatro.

Tuttavia, ben poco è rimasto di queste opere, che erano in gran parte perdute già al tempo in cui il figlio scriveva la sua biografia.

Secondo Raoul Meloncelli, Coppola:

In data non precisata, ma probabilmente intorno al 1815, si recò a Napoli per proseguirvi gli studi e fu ammesso nel conservatorio della Pietà dei Turchini, dove forse divenne allievo di N. Zingarelli. Dedicatosi alla composizione, il C. intraprese la carriera teatrale con l’opera Il figlio bandito (o Il figlio del bandito), una commedia in due atti su libretto di anonimo, che fu rappresentata al teatro del Fondo di Napoli il 18 gennaio del 1816 e replicata poi nel novembre 1825 al teatro Comunale di Catania. […]. Seguì la commedia in due atti Artale d’Aragona (libretto d’autore incerto, Catania, teatro Comunale, 1816).”

Le altre biografie non fanno parola della parentesi napoletana e, se concordano  nel datare 1825 la messa in scena a Catania dell’opera Il figlio bandito, spostano al 1830 la prima rappresentazione di Artale d’Aragona (o Artale d’Alagona). Nel 1825, per festeggiare il genetliaco di Francesco I, re delle due Sicilie, Coppola compone l’azione drammatica Il Destino, su libretto del canonico D. Giovanni Sardo, che secondo Meloncelli sarebbe stata rappresentata anche a Napoli, in data non precisata. Ancora discordanze si trovano nelle biografie riguardo alla data e al luogo della prima rappresentazione dell’Achille in Sciro, la prima opera che, diretta al S. Carlo di Napoli nel 1832 dallo stesso Coppola, meritò gli elogi di Rossini, Raimondi e Donizetti, il quale affermò che “l’ACHILLE del Coppola era l’Achille della musica”.

Da questo momento inizia la carriera “internazionale” di Coppola. L’impresario Domenico Barbaia gli offre il posto di Direttore del teatro S. Carlo lasciato vacante dal Maestro Raimondi, trasferitosi a Palermo in seguito alla nomina di Direttore del Conservatorio e del teatro. Circa due anni più tardi l’impresario Paterni del Teatro Valle di Roma gli commissiona un’opera su libretto di Jacopo Ferretti, Nina o la Pazza per amore; la rappresentazione, avvenuta il 14 febbraio 1835, ottiene uno strepitoso successo e la fama di Coppola dilaga ben presto non solo in Italia, ma anche all’estero. La Nina, infatti, viene replicata in molti teatri italiani e quindi a Parigi, Vienna, Berlino, Lisbona, Odessa, Corfù, Barcellona, Madrid, New York, Buenos Aires, L’Avana, con un riscontro, da parte del pubblico, quasi sempre entusiastico. Ecco quanto scriveva in proposito nel 1893 la “Gazzetta artistica di Milano”:

«Lo entusiasmo (destato da quest’opera) fu immenso; un delirio, una specie di quello che ha dilagato pel mondo per la Cavalleria Rusticana. E mentre l’Italia fremeva e godeva di quella musica facile, gaia, animatrice, in Germania, in Spagna, in Portogallo, fino al Messico il nome del Coppola era altamente pronunziato come quello di un genio musicale, come una delle più fulgide scintille che emanino dall’infinito ed immortale genio italiano.»

Umiliano Pietro Coppola aggiunge:

L’editore di musica Francesco Lucca raccontava un giorno al distinto M.° Martino Frontini che la NINA PAZZA del maestro Coppola gli fè guadagnare nel solo anno 1835 quasi un milione, che gli servì per metter su la sua casa editrice, divenuta poscia sì famosa.

Negli anni immediatamente successivi l’attività creativa di Coppola continua fervidamente: il 26 dicembre 1835 viene rappresentata al Teatro Regio di Torino Gli Illinesi e dopo pochi mesi l’impresario Bartolomeo Merelli gli commissiona un’opera per il Kartnerthortheater di Vienna. Il 29 giugno 1836 viene così rappresentato con successo nel teatro viennese il melodramma giocoso in due atti La Festa della rosa ossia Enrichetta di Baienfeld su libretto di Iacopo Ferretti. L’anno seguente compone per il teatro La Cannobiana di Milano l’opera semiseria La Bella Celeste degli Spadari (successivamente rappresentata a Torino, Milano, Roma, Piacenza, Bergamo, Como, Genova.). Secondo Pompeo Cambiasi, l’esito fu “buonissimo”, nonostante fosse stato preceduto pochi mesi prima dall’insuccesso della Cantata in morte di Maria Malibran, composta in collaborazione con Donizetti, Pacini, Mercadante e Vaccai per commemorare la celebre cantante Maria Malibran ed eseguita alla Scala il 17 marzo 1837 dai più celebri cantanti del tempo. 

La stessa sorte è riservata all’opera buffa Il Postiglione di Longjumeau, rappresentata alla Scala il 6 novembre 1838.

Nel 1839 si reca a Lisbona dove fa rappresentare al Regio Teatro S. Carlos Gli Illinesi, La Bella Celeste degli Spadari, Nina pazza per amore ed una nuova opera, Giovanna I Regina di Napoli, su libretto di Agostino Pendola. E’ probabilmente sull’onda del successo di quest’ultima che gli viene commissionata, sempre per il S. Carlos, Ines de Castro, opera seria in due atti su libretto di A. Gasperini e S. Cammarano, che viene rappresentata nel 1842. Leggiamo nella biografia scritta dal figlio Umiliano Pietro che in seguito al trionfo della Giovanna: 

il Coppola fu, con decreto reale del 4 Luglio 1840, nominato Membro del conservatorio reale di Lisbona. Lo stesso trionfo gli fruttava inoltre la nomina di Maestro Direttore a vita del R. Teatro S. Carlos. […] Ritornato nel 1843 in Italia, viene nominato, il 27 Maggio, Maestro Compositore Onorario della rinomata Congregazione ed Accademia romana di S. Cecilia, […]

Pietro Antonio Coppola  - foto di  Émile Perrin (prima del 1885) -Archivio Storico Ricordi

 

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Credits: sito web realizzato da Ilaria Limblici per Libri&Altrove 

 

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