“Quando ho deciso di studiare il carattere di Elio Romano (1909-1996) e il suo modo personale di recepire la lezione della pittura europea delle due generazioni precedenti, non credevo di andare incontro a un personaggio tanto ostico, artistia solitario che crede solo nel valore dell’opera e quindi non parla, al limite scrive romanzi; uomo colto e pienamente aggiornato nei suoi anni giovanili, che decide diliberatamente di appartarsi da tutto il mondo possibile per ritirarsi nella tenuta familiare di contrada Morra, nell’ennese, in un luogo che nel 1938, anno del verosimile ritorno in Sicilia, rendeva ardua ogni comunicazione”.
Vittorio Ugo Vicari

