Fanuzza - Romanzo di Elio Romano
La penna come pennello, le parole come colori, le pagine come una grande tela su cui fermare le sue impressioni, e la sua sensibilità di artista, di autore, a dipanare una storia che si evolve in un tessuto narrativo carico di sensazioni visive, tattili, olfattive, gustative, uditive a rappresentare un mondo, quello contadino, recintato nella "sua" Morra, una contrada vicino Assoro, che è il mondo attorna a cui ruotano personaggi sospesi tra la realtà e la fantasia, tra l'autobigrafismo e l'invenzione. Un mondo quasi arcaico, chiuso nei suoi splendidi paesaggi, nelle sue tradizioni contadine scandite da una ciclicità stagionale che profuma di semplicità di un tempo passato, ma anche di passione amorosa, vibrante; semplicità che viene sconvolta da un "nuovo" che si affatica a imporsi sul "vecchio".
In questo romanzo "...è soprattutto l'ombra a dominare, il buio della coscienza a cui Elio Romano scrittore ha pagato un sofferto tributo, per liberare il pittore e consentirgli di fissare altrove lo sguardo", come afferma Salvatore Scalia alla fine della sua Introduzione al testo.
Un romanzo complesso, scritto con maestria, intatto nella sua stesura voluta dal grande pittore, che mai cedette alle lusinghe di una pubblicazione che ne sacrificasse la sua interezza. E così la stampa nel 1995, a circa cinquanta anni dopo la scrittura, appena qualche tempo prima che Elio Romano si congedasse dal mondo.
Pippo Lombardo

